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Onda Energia, al via in Sicilia investimenti nell’idroelettrico
Approvata la semestrale Onda, il trader energetico specializzato nel mercato retail confronta l’outlook e aggiorna il piano industriale triennale, basato sulla vendita di energia e sulla microgenerazione distribuita. Risultati quasi in linea nel 1° semestre di Onda con un volume di energia di circa 70 Gwh, equivalente a 6M€ e si proietta sul secondo semestre; più promettente anche se più difficile in quanto legato ad importanti investimenti commerciali avviati già dal 2009.
Il mercato è molto concorrenziale e la crescita conseguita (+35% rispetto al semestre 2009) conferma la possibilità di aprire il capitale al mercato investitori, apertura utile a sostenere gli investimenti previsti fino al 2012. Gli attuali partner della società sembrano la scelta più naturale anche se una risposta adeguata sembra possa arrivare dall’emissione di un prestito obbligazionario riservato, da convertirsi successivamente su percorsi di una conversione o di apertura verso altri mercati finanziari.
Cresce l’interesse, stimolato dall’attività di microgenerazione, attraverso i due impianti già avviati in Sicilia e le numerose iniziative in pista (tra cui almeno 200 impianti fotovoltaici di piccola taglia attraverso le iniziative con gli Enti Pubblici). Le attività e gli impianti avviati saranno trasferiti su una newco di scopo che si occuperà di microgenerazione da diverse fonti e impianti fotovoltaici, per ottimizzare le attività di bilanciamento della produzione e dei risultati economici e fiscali. In settembre si avvierà una ricerca promossa dalle analisi dell’Autorithy dell’ Energia Elettrica e del Gas, volta ad individuare i bacini idroelettrici (destinati ad uso agricolo) eleggibili a sistemi di produzione idroelettrica. Sembra un paradosso ma la possibilità di recuperare la “scarna raccolta d’ acqua” in Sicilia è meno remota del previsto e l’opera di pompaggio (alla base della produzione di energia idroelettrica) stimolerebbe un restauro dei dotti collegati, intervenendo sul vero problema dell’acqua: il trasporto.
La ricerca industriale sarebbe condotta con l’ ausilio delle Università di Catania e Palermo e potrebbe sviluppare una nuova filiera di energia da una delle fonti più antiche e nobili. La crescita sul mercato procede con un ritmo di quasi 20 nuove attivazioni al giorno (l’ obiettivo di fine anno è 50), incoraggiata dall’ effetto fidelizzante dei clienti che, interrogati da una ricerca effettuata da Eursipes, si sono dimostrati molto soddisfatti. Nasceranno entro la fine del 2010 i primi 3 negozi (Energy Store) per offrire all’utenza domestica adeguata copertura e per seguire il cliente nel processo di “emancipazione energetica” promuovendo le soluzioni tecnologiche nei vari distretti urbani. Il progetto di sviluppo affidato agli advisor della Società ha già trovato l’interesse di un gruppo svizzero e di un fondo attivo nell’energia che parteciperebbero al piano soprattutto nell’ottica di legare i risultati al consolidato, derivante dall’attività di vendita di energia che garantirebbe le esposizioni sul mercato. In altre parole un graduale allentamento dalla produzione tradizionale, sostituita dalla micro generazione che si compensa e alimenta in isole collegate attraverso stazioni di accumulo che garantiscono la continuità.
Il modello già consolidato in altre realtà (California, Sud America, Corea.) si basa sull’assunto che l’energia in un territorio come la Sicilia può essere generata da molte fonti e accumulata facilmente, scaricando la rete (e diminuendo le perdite che si pagano in bolletta) grazie alla distribuzione demografica.

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