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Pillole Energetiche
La realizzazione di un sistema energetico nazionale o territoriale per quanto evoluto o sviluppato, poggia i suoi fondamentali su alcuni teoremi che ne delimitano il raggio d' azione e il profilo degli investimenti. L’ Economia di scala orienta gli investimenti sulle grandi centrali e le major si “leccano i baffi quando pensano ai conti di una centrale nucleare con bassi  costi di produzione (per Mw di energia prodotto)  ma il crocevia imposto dalla necessità di dare risposte celeri, dai dettami di Kyoto, dagli inventabili limiti di una rete elettrica ormai vetusta e sovraccarica, da una coscienza sociale continuamente strumentalizzata impone qualche riflessione più profonda. Jeremy Rifkin, citato qualche giorno fa dal sole 24 ore pone l’ attenzione sull’ assunto che le fonti rinnovabili si trovano potenzialmente ovunque: sole, vento, scarti e rifiuti ingombrano l’ esistenza delle moderne società senza una chiara allocazione rispetto ai progetti energetici. Un paese come l' Italia  se andasse ridisegnato nei suoi fabbisogni energetici cercherebbe di individuare le macrozone alle quali affidare i grossi investimenti per la generazione di energia  e l' installazione delle grandi centrali a idrocarburi. Alcuni fondamenti basati sulle dinamiche dominanti (aggregare a livello più alto possibile la generazione e la concentrazione per ottenere il
massimo ritorno economico) suggerirebbero di concentrare grossi investimenti in aree strategiche relegando il delicato compito di "accendere il paese" ad un ristretto numero di operatori.
Esiste un modello che comincia a prendere piede in altri paesi che vede contrapporsi a queste isole di "Macrogenerazione concentrata" numerosi plurimi interventi di "Microgenerazione distribuita". In altre parole distribuire parcelizzandola sul territorio la capacità generativa, necessaria al paese (ancor di più alla Sicilia)
distribuendo il rischio di black out, la dipendenza dalle fonti di alimentazione ma soprattutto incontrando il favore dei nuovi dettami energetici.
A questo si contrappone purtroppo che gli Italiani sono un  popolo di ignoranti in materia di rinnovabili: solo 1 su 3 conosce il fotovoltaico e poco le altre tecnologie.
Le persone che conoscono meglio queste tecnologie, sono molto più ben predisposte ad utilizzarle ma sul fronte opposto, le aziende del comparto fanno poco per contribuire al processo di informazione e conoscenza della materia, mettendo in secondo piano l’impatto strategico della comunicazione. E’ per questo che Onda con il suo ingresso nel Mercato domestico ha deciso di dare un concreto impulso alla tecnologia fotovoltaica in linea con il suo modello di Business; Il Microfotovoltaico, o in altre parole il fotovoltaico
da casa..!!!Non esistono particolari  barriere economiche o di sistema nel consentire ognuno di noi a divenire protagonisti di questo cambiamento ed è per questo che da Settembre vedrete la definizione di una serie di prodotti Onda studiati ed utilizzati per arricchire le soluzioni energetiche trasferendo ai clienti Onda la sensazione di contribuire
al “rinnovamento”.Carica batterie cellulari fotovoltaici universali, applicazioni per casa, lampioni everlight e addirittura piccoli natanti
(ad esempio un gommone) che camminano da soli spinti non dal vento ma dal “sole”.Chiamate il numero verde Onda e riceverete presto informazioni e assistenza sulle nuove soluzioni
 MICROFOTOVOLTAICHE Onda


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